I personaggi della Bonadies/6: Mattia, quando l’allenatore funziona

Un po’ ingegnere e un po’ boy scout, a seconda della parte che prevale: la sfera lavorativa oppure l’attività frequentata fin da piccolo e tuttora nel suo cuore.

E comunque allenatore appassionato e tenace: così si può sinteticamente definire Mattia Calabrese, quasi 32 anni, tecnico della Libertas Nuoto Rivoli dal 2006, con particolare attenzione per il settore salvamento. E’ lui il protagonista della sesta puntata (la prima del 2019) del viaggio fra i personaggi della Bonadies. Un mix di entusiasmo, competenza e imprevedibilità tutto da scoprire.

Sì, perché Mattia non è di facile tratteggiatura descrittiva e questo, se vogliamo, ne aumenta il fascino: il sorriso e una certa istintività naturale ti portano a individuarne rapidamente la bonarietà, al tempo stesso alcune sue disamine più o meno diplomatiche ti lasciano intravvedere una predilezione, se non per la polemica, quanto meno per la provocazione dialettica, facilitata da una padronanza linguistica sicuramente apprezzabile. L’impressione che alla fine ne ricavi è di aver di fronte una persona in gamba, generosa e preparata che detesta la banalità e i compromessi, anche se sa che senza quest’ultimi, nello sport come nella vita, è quasi impossibile andare avanti. Di conseguenza, tenta quotidianamente di convivere con essi senza per questo snaturarsi troppo, omologandosi al “politicamente corretto” quando è necessario ma cercando di sorprendere e spiazzarti appena le circostanze lo consentono.

Un esempio, piccolo ma significativo come quasi sempre lo sono i particolari. Se gli chiedi qual è il suo allenatore preferito (non necessariamente del campo natatorio) o al quale si è ispirato, lui resta silenzioso per alcuni secondi, poi se ne esce inaspettatamente così: “Alessandro Iuorio. Ho sempre apprezzato la sua capacità di passare con la stessa naturalezza dal seguire atleti del giro della nazionale di salvamento a occuparsi di ragazzi che potrei quasi definire dei casi disperati, con i quali più che insegnare nuoto dovevi creare momenti di aggregazione”.

In ogni caso, conversare con lui è facile e stimolante. Eccone alcune dimostrazioni.

GLI OBIETTIVI – “Nell’immediato, portare Viola Sabbi e Niccolò Muccione ai campionati italiani assoluti, traguardo del resto già raggiunto nel passato recente con Tanya Romano ed Edoardo Esposito. Guardando un po’ più avanti, partecipare ai Mondiali Interclub in programma a Riccione nel 2020. Ma un buon allenatore non si occupa solo dei risultati, quindi spero di aiutare questi ragazzi anche a crescere sul piano umano, educandoli ad esempio a gestire la sconfitta, qualità che poi tornerà loro utile in tutti i campi della vita”.

LE NECESSITA’ – “Conciliare le esigenze della dirigenza con le mie di allenatore. Mi hanno ad esempio fornito di un nuovo preparatore atletico molto bravo e ne sono ben contento ma, potendo scegliere, a me come investimento serviva di più mantenere la possibilità di allenarci anche in vasca lunga, a Torino! Un altro punto-chiave è il rapporto con gli istruttori: sarebbe prezioso attivare un collegamento sempre maggiore, magari affidandosi con continuità a una cabina di regia che tenga sufficientemente in contatto le persone che insegnano in piscina ai vari livelli, dalla vaschetta all’agonismo”.

LE INIZIATIVE – “Mi piace interagire il più possibile con altre società e lo facciamo già abbastanza, ad esempio con la Libertas Chivasso, ma spero di poterlo fare sempre di più, perché il confronto è crescita. Poi è fondamentale che i nostri atleti, anche se specializzati nel salvamento, partecipino pure alle gare di nuoto “puro”. Anche per questo è nata una manifestazione interna, nella quale ogni atleta totalizza un punteggio globale, frutto del tempo che realizza ma anche di altri fattori e della sua nuotata, valutata da una giuria che vorrei sempre più numerosa e qualificata, perché ciò aumenterebbe il prestigio del tutto e contribuirebbe a quel lavoro di coordinamento al quale facevo riferimento prima. L’ultima volta, poco prima di Natale, abbiamo coinvolto in questa gara anche i Master e l’iniziativa ha riscosso un notevole successo”.

L’AUTORITRATTO – “Credo di essere sostanzialmente un buono, anche se ovviamente come tutti ho i miei difetti. Il principale è forse quello che a volte mi “accendo” troppo facilmente. Poi mi… spengo anche in fretta, però dovrei essere un po’ più riflessivo e ci sto provando. Anche perché questa istintività mi ha portato in passato a non gestire come avrei voluto il rapporto con i genitori, un altro aspetto molto importante nel lavoro di un allenatore. Quanto ai pregi, me ne riconosco soprattutto uno: saper alternare nella giusta misura la severità e la capacità di scherzare, a seconda ovviamente delle circostanze. Del resto, saper mediare è fondamentale”.

E alla fine si torna dove si è partiti: da quel bonario boy scout al quale l’ingegnere ha insegnato la concretezza, facendone un allenatore completo e tutto sommato persin diplomatico, se è vero come è vero che, provocazioni dialettiche e divergenze fisiologiche a parte, da oltre 12 anni continua a rappresentare, per la dirigenza della Libertas Nuoto Rivoli, un punto di riferimento essenziale!