I personaggi della Bonadies/8: Corinna, un… Fiore che ti rieduca

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Chinesiologa, idrochinesioterapista, osteopata, specializzata in attività motoria di recupero funzionale.

Detta così, più che un biglietto da visita può sembrare un curriculum vitae. E forse anche per questo ti verrebbe spontaneo immaginarti una persona imponente, matura per non dire anziana, austera e cerimoniale nei portamenti. Poi ti trovi di fronte una giovane donna, semplice ma determinata, minuta ma piena di energia, educata ma timida solo a prima vista, che quando parla gesticolando pare quasi prenderti per mano e condurti con lei sul pianeta dei suoi racconti impetuosi come un fiume in piena e capisci quanto le apparenze a volte ingannino. Lei è Corinna Fiore, di anni ne ha 33 e alla Bonadies svolge, nel suo piccolo, una vera e propria missione: aiutare le persone a recuperare in tutto o in parte, grazie al movimento in acqua, quelle abilità fisiche che la vita ha loro tolto o comunque incrinato. Riabilitazione o rieducazione, chiamatela come volete perché anche in questo caso più della terminologia contano la concretezza e la soddisfazione che vedi stampata sui volti dei suoi allievi, alcuni dei quali abbondantemente ultraottantenni eppure emozionati e attenti come un bambino al primo giorno di scuola. Al punto che conoscerla meglio diventa più che una curiosità. E riuscirci, non è poi nemmeno tanto complicato: basta scardinare quella virtuale barricata di timidezza con cui difende le sue emozioni e lasciare che il vortice dialettico prenda il sopravvento.

MOTO PERPETUO – “Di sport ne ho fatti tantissimi. Nuoto, atletica, ritmica, twirling, volley, anche ora quando posso vado in palestra o in bici. Ma nulla a livello agonistico: l’idea di allenarmi 3 ore tutti i giorni, ripetendo ogni volta gli stessi movimenti, mi annoiava troppo. Io devo fare tante cose ma sempre diverse. Non sto mai ferma ma devo cambiare in continuazione. E infatti tante volte i miei allievi mi chiedono se la notte dormo, oppure quale esercizio mi inventerò stavolta rispetto alla lezione precedente… Forse per tutto ciò, abitualmente reggo poco in un posto. Ma qui alla Bonadies ormai è 10 anni che collaboro: un vero record!”

L’ESPERIENZA PERSONALE – “Al mondo della rieducazione motoria ci sono arrivata mio malgrado e in modo per certi versi traumatico. Nel senso che a un certo punto mi sono ritrovata con un’artrite reumatoide cronicizzata e per una come me, abituata a muoversi in continuazione, era difficile pensare a una condanna peggiore. E come se chi adora i dolci non potesse di colpo più mangiarli a causa del diabete! Però non mi sono arresa, ho prima capito e poi imparato cosa dovevo fare per convivere con questo problema, quindi ho cercato di mettere la mia esperienza al servizio degli altri, trasmettendo loro l’importanza del movimento, sul quale del resto è impostata tutta la nostra vita”.

GLI ANZIANI – “Mi occupo anche dei giovani, però mi sento decisamente più portata per la cosiddetta terza età, anche se in questa categoria sovente trovo persone molto più arzille e motivate di tanti ragazzi! Il rapporto con gli anziani non è semplice ma ti procura una grande soddisfazione. Il primo passo è quasi sempre aiutarli a capire che non devono subire il tempo che passa, ma accettarlo modulando di conseguenza il proprio stile di vita. Ecco perché, al di là delle singole specifiche fisiche da affrontare, è innanzitutto una questione di testa. E quando questa è ancora lucida, il resto viene automaticamente. Tu li indirizzi, poi fanno da soli: molti di loro si portano, come potrei dire, i compiti a casa, effettuando cioè a secco quei movimenti che diventano poi propedeutici per il loro lavoro in acqua. Ovviamente invecchiano lo stesso, ci mancherebbe, però lo fanno in modo sveglio e questo mi dà una carica enorme. Quando vendevo vestiti guadagnavo molto di più, però alla sera non tornavo a casa così realizzata!”

I PROGETTI – “Mi piacerebbe continuare a lavorare il più possibile in questo settore, allargando sempre di più gli orizzonti e interagendo maggiormente con i vari specialisti. Il mio sogno è una struttura polivalente, con professionisti di varie discipline che operano nel loro singolo campo ma mettono anche le proprie conoscenze al servizio degli altri. Insomma, un lavoro di squadra nel senso reale del termine. Forse è un po’ un’utopia, però trovo che qualche passo in avanti da questo punto di vista si stia facendo e che ci sia anche una maggior consapevolezza sociale di quanto una corretta attività motoria sia fondamentale a qualsiasi età, quindi non mi scoraggio…”

PREGI E DIFETTI – “Sono una persona energica, vitale, inventiva, questo penso lo si sia capito… E sono le stesse caratteristiche che mi piace riscontrare negli altri. Peccato che qualche volta questa mia creatività tenda a sfociare nella pignoleria che di per sé può essere anche d’aiuto ma va chiaramente contenuta. Come carattere, penso di essere abbastanza paziente: ci sono poche cose che mi fanno arrabbiare, su quelle però non transigo e quando si casca lì, allora la mia pazienza di colpo svanisce…”

Partito quasi in sordina, il fiume Corinna ora quasi fatichi ad arginarlo. E per una che aveva debuttato col classico “ma io non so cosa dire”, non c’è davvero male! Mai fidarsi troppo delle apparenze…