Trent’anni di bracciate nella piscina Bonadies di Rivoli

Rinnovare nel solco della tradizione. Detto così può sembrare uno slogan intriso di retorica e persino in parte paradossale, la realtà invece insegna che trattasi, spesso e volentieri, del modo migliore per perpetuare nel tempo qualcosa di valido e quindi vincente.

Perché quasi nulla è perfetto al punto da non necessitare prima o poi di qualche ritocco ma confondere il progresso con i cambiamenti a tutti i costi, a volte per il semplice gusto di farli, è una tentazione destinata a condurre assai poco lontani.

Certo, come in ogni cocktail che si rispetti, gli ingredienti vanno miscelati con cura, imparando quando è il momento di abbondare dell’uno piuttosto che dell’altro, ma se la mano è esperta, alla fine il gioco funziona, un po’ in tutti i campi della vita. Ad esempio nello sport, dove le associazioni nascono sovente come funghi e animate dalle migliori intenzioni ma troppo spesso si vedono costrette ad alzare in fretta bandiera bianca, travolte dalle criticità. Qualcuna però resiste, affidandosi appunto al mix di cui sopra, e arriva a festeggiare traguardi impensabili, se si considera l’aria che tira. E’ il caso della Libertas Nuoto Rivoli che proprio in questi giorni celebra il suo trentennale di gestione della piscina Bonadies. Senza particolari proclami o iniziative, perché non rientra nel suo stile molto pragmatico, ma con legittimo orgoglio e forse persino un briciolo di incredulità, per aver saputo navigare così a lungo, nonostante acque in più circostanze turbolente, e mantenere il timone sempre saldo proprio scegliendo, al di là delle metafore, la politica del passo mai più lungo della gamba. Che non significa immobilismo bensì realismo: quindi correre finché le circostanze lo consentono ma anche rallentare, se non addirittura fermarsi, qualora necessario. Ad esempio nei periodi più caldi del ciclone covid quando, alla luce delle norme richieste dall’emergenza pandemica, l’impianto restò chiuso per due volte: prima dal 9 marzo al 14 luglio 2020 e poi ancora più a lungo, quasi un anno, dal 24 ottobre 2020 all’11 ottobre 2021.

Normale tornare con la mente a quei momenti, ma in 30 anni ci sono state molte più giornate di sole che di pioggia, nell’ideale cielo della Bonadies. Merito innanzitutto d’uno staff collaudato, frutto della funzionalissima simbiosi tra il dinamismo del presidente, la vulcanica Enrica Lanza e la competenza operativa di Fulvio Martinetti, che definire direttore tecnico è assolutamente riduttivo, ma anche della vicinanza che le autorità locali hanno costantemente dimostrato, fin dai laboriosi esordi datati 1992, soprattutto tramite gli assessori allo sport. Stagione dopo stagione, la Libertas Nuoto Rivoli ha progressivamente incrementato il raggio d’azione e la specializzazione del personale, raggiungendo una credibilità tecnica di assoluto spessore che l’hanno vista diventare Scuola Nuoto Federale, Centro di Avviamento allo Sport del CONI e Società Fiduciaria per le attività didattiche del nuoto per salvamento e abilitata alla Formazione e al rilascio delle qualifiche federali FIN di Assistente Bagnante.

Anche il “menù” delle attività praticabili si è nel tempo arricchito, al fine di soddisfare le esigenze d’una clientela sempre più vasta: dal nuoto libero ai corsi per tutte le età (compresi quelli al mattino riservati agli studenti), dall’avviamento all’agonismo all’attività per i Masters, dai corsi pre e post parto alla ginnastica rieducativa, dalle attività ricreative e sociali all’Acqua Soft e Acqua Fitness. Ma il settore che da sempre rappresenta il fiore all’occhiello e nel quale la Libertas Nuoto Rivoli ha forse concentrato i suoi maggiori sforzi è il nuoto per disabili, allestendo veri e propri progetti specifici: ad esempio “Insieme in acqua”, basato sul principio che un’appropriata attività ludico-motoria deve andare di pari passo con l’opportuna confidenza con l’acqua, in modo che apprendimento e divertimento si completino a vicenda e permettano di incrementare qualità fondamentali come acquaticità, coordinazione motoria, rilassamento neuromuscolare, autonomia e capacità di interagire con l’ambiente e le persone. Oppure, più recentemente, “Cambia il Mondo, Gioca allo Sport”: iniziativa che ha permesso di aderire a un progetto nazionale di grande rilevanza e mettere all’opera nuovi volontari per il settore. Un’attività, quella dedicata ai disabili, resa possibile e funzionale soprattutto dalla presenza (oltre alla normale vasca di 25 metri) d’una vaschetta di confidenza, costruita ormai parecchi anni fa e poi ristrutturata, sempre nel rispetto delle esigenze di clorazione e con l’installazione dell’opportuno impianto di sterilizzazione dell’acqua.

Una piattaforma didattica quindi innanzitutto promozionale, come da sempre nelle prerogative di un Ente qual è la Libertas, ma che non ha impedito al team di Rivoli di togliersi importanti soddisfazioni anche sul piano agonistico, soprattutto nel settore salvamento. Le recenti problematiche, legate in particolare alla chiusura legata al Covid e sulle quali ci siamo già soffermati, hanno suggerito al riguardo un cambio di rotta e ai ragazzi interessati è stato consentito di proseguire l’attività di vertice sempre nell’ambito Libertas, però in altre società. Del resto, i tempi richiedono scelte articolate e coniugarle tra di loro, senza che le considerazioni economiche in qualche modo condizionino pure quelle tecniche, diventa sempre più complicato: l’aumento dei costi energetici, la crisi dell’associazionismo sportivo, i cambiamenti anche normativi che lo sport sta attraversando sono elementi di cui un’associazione non può non tenere conto. Ma alla Libertas Nuoto Rivoli, in 30 anni, a trovarsi di fronte a degli Everest sempre più alti da scalare si sono ormai abituati. Quindi ci proveranno anche stavolta: giorno per giorno, necessità per necessità. Compresi gli “acciacchi” d’un impianto che, nonostante i ripetuti interventi manutentivi, comincia inesorabilmente a sentire i suoi anni (è stato costruito nel 1975) e l’ipotesi, tanto affascinante quanto ricca di incognite specialmente sul fronte-spese, di una sua dismissione con conseguente costruzione di una nuova piscina.

Se son rose, come si suol dire, fioriranno… Per ora, in alto i calici e un augurio: altri 30 anni così!