I personaggi della Bonadies/2: Sara, istruttrice per vocazione

"L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale", cantava un po’ di anni fa il compianto Lucio Dalla

e rivisitare questa frase adesso, in piena era di straordinarietà a tutti i costi, in una società dove l’apparenza conta sempre di più della sostanza, fa quasi effetto. Eppure, fortunatamente, c’è ancora chi di questa antica qualità fa una regola di vita e da essa si lascia piacevolmente guidare in tutti i campi, fregandosene allegramente se al mondo una filosofia del genere può sembrare piccina o quanto meno superata. Ad esempio Sara Maritano, 40 anni, istruttrice FIN di secondo livello, coordinatrice della scuola nuoto della Libertas Rivoli. Il nostro viaggio fra i personaggi-cardine della piscina Bonadies prosegue con lei.

Nata per insegnare, si potrebbe dire. Sì, perché Sara il suo ruolo di istruttrice lo vive quasi come una vocazione. Per questo, due volte alla settimana, si sobbarca un viaggio di circa 100 km per trasferirsi da Bibiana, in Val Pellice, dove vive, a Rivoli, dove insegna nuoto dal 1999 e tornare alla sera a casa dalla sua famiglia. Non paga, nei… ritagli di tempo trova modo e voglia di insegnare anche atletica ai bimbi delle scuole elementari di Bricherasio. Ma il nuoto (e di conseguenza la piscina) resta il suo primo e principale cavallo di battaglia. Tutto nasce all’epoca dell’antico Isef (ora Suism), dove il destino mette sulla sua strada Enrica Lanza, il presidente-vulcano della Libertas Rivoli. Il resto, è quasi un film scontato…

“Mi disse se mi andava di insegnare nuoto – spiega Sara accompagnando il ricordo con un sorriso – e nel giro di pochi giorni mi sono ritrovata alla Bonadies! Da quel momento, non ne sono praticamente venuta più via”. E col tempo, progressivamente il suo impegno è aumentato e il raggio d’azione allargato: dai corsi per i piccoli a quelli per adulti, dall’attività pre-parto e l’acquagym alla formazione di nuovi tecnici Libertas, molti dei quali sono suoi ex allievi. “Ma il piano vasca – precisa subito con malcelato orgoglio – resta l’ambiente dove mi trovo maggiormente a mio agio, soprattutto quando insegno ai bimbi. Mi piace aiutarli a vincere la paura dell’acqua, vederli prendere lezione dopo lezione sempre più confidenza con essa, fino al punto di non voler quasi più uscire, quando l’ora è terminata. Mi ricorderò sempre un bambino, qualche anno fa, purtroppo alle prese con molti problemi. Il primo giorno era agitatissimo, sbloccarlo non fu obiettivamente semplice, ma poco per volta la situazione migliorò. Bene, quel bimbo ora nuota senza salvagente e per me una soddisfazione del genere non ha prezzo, vale molto di più che se avessi allenato un campione”.

Ecco la normalità che riaffiora e si trasforma in impresa eccezionale… Del resto, semplicità e concretezza giganteggiano nel dna caratteriale d’una donna espansiva ma al tempo stessa riservata. Sara non è che non abbia cose da dire, anzi. Ma alla dialettica fine a se stessa preferisce i fatti. Così, se le chiedi di definirsi in poche parole, si chiude quasi istintivamente a riccio. Poi, dopo qualche secondo, sceglie queste tre: “Precisa, tenace e sorridente”. Le stesse caratteristiche che l’hanno accompagnata nella sua carriera sportiva: “A volte ovviamente nuoto e gioco volentieri a tennis, ma come atleta ho sempre fatto discipline di squadra. Prima 7 anni di hockey prato a Villar Perosa, poi altrettanti di calcio a Piossasco”. Ma gli sport li segue con attenzione quasi tutti. “Confesso la mia grande passione bianconera… Probabilmente è stata una reazione istintiva, avendo in famiglia un padre e una sorella del Toro! Se mi piace Ronaldo? Certo, e non solo da quando è alla Juve. Chiaramente sto molto dietro anche al nuoto: ho apprezzato tantissimo ciò che ha fatto in questi anni la Pellegrini, un vero simbolo soprattutto per noi donne, e adesso mi entusiasmo per la crescita di Miressi. D’altra parte, è ora che aggiorni un po’ il repertorio dei miei idoli, visto che i primi sono stati Tomba e Chiappucci!”

Questa è Sara, istruttrice per vocazione. In tutti questi anni, ha insegnato a nuotare a più di mille persone ma se le chiedi di provare a fare un calcolo più preciso, quasi arrossisce. Le persone normali, si sa, non amano sbandierare ai quattro venti ciò che fanno. Anche quando magari si tratta di imprese a loro modo eccezionali…